In alcune culture non si festeggia il giorno della nascita ma quello del concepimento, anzi una donna che vuole un figlio inizia a creare un canto dolce per il proprio bambino, poi lo condivide con il marito e successivamente con la famiglia e tutti dedicano questo canto dolce a colui o colei che arriverà, fino a quando la donna non rimane incinta.
Bella come iniziativa e presa di coscienza… non credi?
Nel mio libro: “Con Dio tutto è possibile” spiego che la nascita non è mai naturale, il concepimento dovrebbe avvenire per dare all’anima la possibilità di fare un percorso terreno. La gestazione di nove mesi fatta in relax tra musiche e passeggiate e il parto in acqua, ecco questo lo potremmo quasi definire “una nascita personale”.